FreeOpen Mambo :: e'l naufragar ci dolce
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Scritto da Administrator   
Milano, 13 Febbraio 2006    

al Presidente dell'E.I.P.C.D.
   Ente Italiano Protezione Computer Diffamati
   Milano

Sono un computer in forza alla redazione di una nota rivista di minuteria elettronica e programmatoria di Milano; ho già tre anni di anzianità maturata e purtroppo in questi tre anni mi hanno continuamente addebitato colpe che non ero nemmeno potenzialmente in grado di commettere.

Nel lontano 2002, un abbonato della rivista, di nome Cecco Angiolieri, chiese di cambiare l'indirizzo di destinazione da via delle Pietre Molli 12 a via delle Elezioni Perse 22 sempre in Milano.
La scheda fu aggiornata.
Mi ordinarono di provvedere al recapito della rivista al nuovo indirizzo.
La rivista continuò ad arrivare in via delle Pietre Molli 12.
Due mesi dopo Cecco Angiolieri inviò identica richiesta tramite ufficiale giudiziario.
Videro che la scheda nella mia pancia era corretta.
Mi ordinarono di provvedere al recapito della rivista al nuovo indirizzo.
La rivista continuò ad arrivare in via delle Pietre Molli 12.
Due mesi dopo Cecco Angiolieri inviò identica richiesta tramite messo comunale.
Videro che la scheda nella mia pancia era corretta.
Mi ordinarono di provvedere al recapito della rivista al nuovo indirizzo.
La rivista continuò ad arrivare in via delle Pietre Molli 12.
Dopo il messo comunale, seguirono un piccione viaggiatore, un postulante servile, striscia la notizia, un portaborse, un garante della privacy, le poste italiane, gli rss, i blog, le inserzione su corsera, un candidato sindaco, guglielmo cancelli (tradurre).
Ogni volta controllavano e poi mi chiedevano come mai non avessi ancora provveduto alla consegna della rivista al nuovo indirizzo.
Ogni volta mi giustificavo dicendo che ero un vecchio computer mai aggiornato tecnologicamente con l'inserimento di ruote, di motore e di navigatore satellitare; solo una volta mi era sembrato di potermi muovere scoprendo però immediatamente che il movimento era stato causato dall'urto dello spazzolone della distratta donna delle pulizie.
Per non offenderli direttamente, poiché non è opportuno offendere il datore di lavoro, raccontavo la storiella dell'ubriaco che cercava la chiave di casa sotto la luce del lampione e non fra i cespugli distanti cento metri, dove aveva perso la chiave ma dove era buio pesto.
Nulla da fare, la colpa era comunque mia.
Poi Cecco Angiolieri si infuriò.
Il direttore della rivista di minuteria elettronica e programmatoria chiamò Cecco Angiolieri per parlarme. Cecco Angiolieri rispose che non serviva parlarne, bastava far arrivare la rivista al nuovo indirizzo.
Il direttore voleva parlare e descrivere i ruoli e le responsabilità dell'editore e dell'associazione di  appartenenza di Cecco Angiolieri, rivendicando l'esattezza dei dati contenuti nella mia pancia elettronica. Cecco Angiolieri, a sua volta, insisteva nel pretendere di ricevere la rivista al nuovo indirizzo dicendosi estraneo ai rapporti fra editore ed associazione.
Tutto ciò premesso, io computer vessato e diffamato, chiedo al Presidente dell'E.I.P.C.D. di invitare Cecco Angiolieri ad interrompere qualsiasi rapporto con la rivista di minuteria elettronica e programmatoria; in tal modo io computer vessato e diffamato forse smetterò di soffrire.
Non vorrei però che sia messa in dubbio la grandezza del mio datore di lavoro e dell'associazione di appartenenza di Cecco Angiolieri.
I Grandi possono inciampare nelle minutaglie e restare comunque Grandi.
I Grandi si sono riuniti e ho sentito che dicevano: “...e il naufragar ci è dolce in goccia d'acqua”.

Il Presidente dell'Ente Italiano Protezione Computer Diffamati
STIGMATIZZA E S'INDIGNA
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